Regolamento della composizione problemistica

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Art. 1 - Il problema di dama è una posizione ideata dal compositore. Per convenzione, il Bianco muove per primo e vince o impatta in un determinato numero di mosse, costringendo il Nero ad una serie di prese obbligate.

Art. 2 - L'autore dovrà indicare le sole mosse risolutive, necessarie al Bianco per conseguire la vincita o la patta, omettendo di precisare l'eventuale numero di mosse (conclusive) occorrenti per la cattura o la chiusura dei pezzi neri residui. La manovra risolutiva può essere conclusa da un tiro, una presa di un solo pezzo o una mossa.

Art. 3 - La posizione ideata è ritenuta regolare quando l'analisi retrograda delle due mosse precedenti (non prese), una del Bianco e l'ultima del Nero, dimostra che è possibile realizzarla secondo le regole generali del gioco della dama italiana. Non dovranno pertanto trovarsi in campo "dame" con la base avversaria occupata da pedine o con posizioni in cui è evidente l'impossibilità della damatura.

Art. 4 - Il numero dei pezzi impiegati per colore è limitato dalle dodici pedine disponibili per il gioco.

Art. 5 - La soluzione deve essere unica, non ammesse le inversioni di mosse e di prese da parte del Bianco nel corso della soluzione ("posposizione") e le inversioni della prima mossa ("bicefalia"). È invece ammesso che un determinato pezzo, nel corso dello svolgimento, abbia a spostarsi in più direzioni, per il conseguimento di un unico fine.

Art. 6 - Le inversioni, non ammesse per il Bianco, sono invece contemplate per il Nero, in quanto caratterizzanti quelle particolari composizioni dette "a presa libera".

Art. 7 - Non è ammessa altra soluzione all'infuori di quella dichiarata dall'autore. Qualsiasi altro svolgimento definitivo, in minore o maggior numero di mosse, dà luogo alla "demolizione". In particolare, lo svolgimento alternativo e demolitivo in uguale numero di mosse dicesi anche "duale".
Va però precisato che non sono associabili al difetto di "duale", che non sono censurabili in tal senso e sono quindi regolari, determinate biforcazioni nella fase finale dello svolgimento. Ad esempio:
Bianco: dama in 6, 26;
Nero: dama in 14, 18, pedina in 10, 22.

Art. 8 - Il problema è considerato demolito anche quando l'altra soluzione di vincita non è definitiva, ma restano in campo: due o più pezzi bianchi contro uno nero; due pezzi contro due con vantaggio di mossa per il Bianco o possibilità di acquisirla mediante cambio e conseguente chiusura o blocco del pezzo nero superstite; tre o più pezzi bianchi contro due neri; qualsiasi altra situazione, purchè in un massimo di cinque mosse (il conteggio delle mosse ha inizio dopo l'esaurimento delle prese obbligate del Nero) pervenga alla chiusura o blocco dei pezzi neri superstiti o faccia rientrare la posizione in uno dei tre casi precedenti.

Art. 9 - Non sono ammesse dame senza funzione propria, sostituibili cioè con pedine, e l'impiego di pezzi inutili ai fini della soluzione, salvo le eccezioni indicate negli articoli seguenti.

Art. 10 - La damatura di una o più pedine e l'utilizzo di uno o più pezzi, altrimenti considerati difetti, sono ammessi nei seguenti casi:

  1. per rendere logica la posizione;
  2. per evitare "bicefalie", "posposizioni" e "demolizioni";
  3. per ottenere due o più soluzioni (presa libera).

Se tali concessioni vengono sfruttate per i casi a) e b), l'autore è tenuto a giustificarne l'impiego.

Art. 11 - È ammesso l'impiego dei pezzi non strettamente indispensabili purchè si muovano e successivamente catturati, o semplicemente sacrificati per il trasferimento di pezzi utili allo svolgimento, che consentono all'autore di raggiungere determinati obiettivi.
Ad esempio:

  1. per rendere geometrica o simmetrica la posizione;
  2. per maggiorare il numero dei tiri;
  3. per rendere più complessa la soluzione;
  4. per inserire tematiche tecnicamente interessanti.

Art. 12 - I problemi difettosi e quelli realizzati in contrasto con gli articoli numero 3 e 4 non saranno classificati.

Art. 13 - Sono considerati difetti: pezzo inutile, dama in luogo di pedina, posposizione, bicefalia e demolizione.

Art. 14 - Nei concorsi problemistici i lavori sono valutati tenendo conto dei seguenti pregi:

  1. estro creativo ed originalità;
  2. eleganza e sobrietà d'impostazione;
  3. difficoltà risolutiva.

Art. 15 - A tutte le composizioni regolari (senza difetti) verrà assegnato un punteggio base di 6 (sei) punti. Ai 6 (sei) punti base saranno aggiunti, fino ad un massimo di 10 (dieci), gli eventuali punti di merito per i citati pregi e nella misura seguente: da 0,01 punti a 1,50 per ogni pregio.

Art. 16 - I problemi valutati dalla Giuria col punteggio medio inferiore al 6,50 saranno esclusi dalla graduatoria.